Venosa Ci Sarà...
fatticciuoli, personaggi, lucanerie varie,
Viva l'Italia, l'Italia liberata,

eppure molti dicono che non gli è piaciuto... Mah..
Un gran bel film, ricco di intelligenza e poesia. Un gran finale, forse trasposizione filmica della spaccatura in cui è stato precipitato il paese e delle paure per le macerie che ne potranno derivare, se non si cambia.
Proprio non capisco chi dice di preferire Cataratte...
Mio fratello non ha mai giudicato un film senza prima vederlo.
qualcuno(*) in un precedente post mi chiedeva secondo me perchè rifondazione abbia preso più voti tra le persone adulte che tra i giovani cioè più voti al senato che non alla camera.
www.rifondazionevenosa.ite come ogni cosa arrivò...
E Berlusconi spiazzò i giornalisti stranieri, impastoiati in acrobazie lessicali per spiegare quella parola tanto banale e usata (o abusata) in Italia: coglioni. "Il Primo ministro Silvio Berlusconi martedì ha usato una parola volgare che significa "testicoli" per descrivere la gente che pensa di votare per il centrosinistra", spiega la Reuters, che poi deve anche specificare: "Berlusconi ha etichettato come "coglioni" i votanti per il centrosinistra. La parola italiana è gergale per "testicoli" ma è anche usata comunemente come insulto per descrivere qualcuno di scarsa intelligenza". Certo agli esperti di politica internazionale anglofoni era andata meglio ieri durante il dibattito televisivo, quando, pur sottolineando,come fa ad esempio la Bbc, che sono volati gli insulti, non è stato difficile riferire la frase di Prodi dell'ubriaco che si attacca al lampione, visto che l'immagine, come ha sottolineato lo stesso Prodi, è del commediografo irlandese George Bernard Shaw. Meglio che agli anglofoni va ai commentatori francesi, che hanno la parola equivalente, ma qualunque cittadino della République inorridisce al pensiero che anche nel clima infuocato di questi giorni Sarkozy possa chiamare cons (pardon my French, ironizzano appunto gli inglesi quando dicono una parolaccia) i suoi oppositori. La parola va bene per una canzone di Georges Brassens, ma non per l'agone politico, e infatti l'agenzia France Presse opta per couillons, pur sempre volgare, ma meno gergale. Juan de Lara, direttore dell'agenzia spagnola Efe, è ancora attonito: "A noi fa ridere stare qui a parlare di come tradurremo la parola usata da Berlusconi, ma in realtà la cosa è gravissima. Sarà perché stiamo preparando uno speciale sulle elezioni italiane e negli ultimi giorni abbiamo ripercorso tutte le perle del premier". Ai lettori spagnoli l'epiteto di Berlusconi viene tradotto "gilipollas". "Ma è una parola molto volgare - avverte de Lara - non riesco neanche a immaginare un politico spagnolo che la usi!". E comunque anche in questo caso la traduzione è difficile, ma carina: il nostro premier, per l'Efe, ha dato del "tonto del culo" a una buona parte dell'elettorato.