fatticciuoli, personaggi, lucanerie varie,

lunedì 22 maggio 2006

Insipido.



mah.
prima ci lamentavamo perchè avevamo un ingegnere ministro della Giustizia.
Ora alla giustizia abbiamo Mastella e in più abbiamo anche un chirurgo che è ministro dell'istruzione.

e le poche cose positive sembrano essere solo i volti nuovi...
Ferrero,Bianchi,la Pollastrini, troppo pochi...
dopo cinque anni ci voleva qulcos'altro....

giovedì 11 maggio 2006

venticinque anni fa.

11 maggio 1981.

Alle 11.30 del 11 maggio con un filo di voce Bob disse: "Non piangere per me mamma, andrà tutto bene".

Pochi minuti più tardi chiese dell'acqua e la bevve fino all'ultima goccia.

Sua madre fu contenta, erano giorni che non mangiava e non beveva.

Poi lo girarono per fargli una radiografia, era pieno di flebo e ci volle del tempo per rimetterlo nel verso giusto, più comodo per lui.
Si lamentò che aveva passato gli ultimi 6 mesi con gli aghi delle flebo dappertutto.
Disse allora che si sentiva stanco, aveva voglia di dormire, strinse la mano della mamma e sussurrò "Vieni più in qua, stammi più vicina"
Fu allora che perse conoscenza, i suoi occhi ruotarono all'indietro e cominciò a rantolare finché un'infermiera non gli mise una maschera ad ossigeno per aiutare il respiro.
Cedella lasciò la stanza e pochi minuti dopo un dottore uscì e disse che Bob se ne era andato. Era mezzogiorno del 11 maggio 1981.

Quando ero piccolo mi innamoravo di tutto.

Quando ero piccolo m'innamoravo di tutto correvo dietro ai cani
e da marzo a febbraio mio nonno vegliava
sulla corrente di cavalli e di buoi
sui fatti miei sui fatti tuoi
e al dio degli inglesi non credere mai.
E quando avevo duecento lune e forse qualcuna è di troppo
rubai il primo cavallo e mi fecero uomo
cambiai il mio nome in "Coda di lupo"
cambiai il mio pony con un cavallo muto
e al loro dio perdente non credere mai
E fu nella notte della lunga stella con la coda
che trovammo mio nonno crocifisso sulla chiesa
crocifisso con forchette che si usano a cena
era sporco e pulito di sangue e di crema
e al loro dio goloso non credere mai.
E forse avevo diciott'anni e non puzzavo più di serpente
possedevo una spranga un cappello e una fionda
e una notte di gala con un sasso a punta
uccisi uno smoking e glielo rubai
e al dio della scala non credere mai.
Poi tornammo in Brianza per l'apertura della caccia al bisonte
ci fecero l'esame dell'alito e delle urine
ci spiegò il meccanismo un poeta andaluso
Per la caccia al bisonte - disse - Il numero è chiuso.
E a un Dio a lieto fine non credere mai.
Ed ero già vecchio quando vicino a Roma a Little Big Horn
capelli corti generale ci parlò all'università
dei fratelli tutte blu che seppellirono le asce
ma non fumammo con lui non era venuto in pace
e a un dio fatti il culo non credere mai.
E adesso che ho bruciato venti figli sul mio letto di sposo
che ho scaricato la mia rabbia in un teatro di posa
che ho imparato a pescare con le bombe a mano
che mi hanno scolpito in lacrime sull'arco di Traiano
con un cucchiaio di vetro scavo nella mia storia
ma colpisco un po' a casaccio perché non ho più memoria
e a un dio senza fiato non credere mai.



De André ci parla, in questa canzone scritta nel 1978, dell'ultimo vero conflitto che ha segnato la società italiana: quello fra l'estrema sinistra e il più grande partito comunista d'europa, incapace nella sua totale cecità di sfruttare la vittoria elettorale del 1975, impegnato com'era a fare professione di moralismo e di austerità!

Occhio.

sabato 6 maggio 2006

Passioni.


alcune passioni non si spiegano.
le passioni ti fanno stare bene.
e oggi nonostante il sole, mi viene di starmene a casa, sul divano a guardare il Giro.
e sto bene.

sono cresciuto e cresco guardando il ciclismo.
sono cresciuto guardando e amando Pantani.
a volte per lui ho pianto di gioia.

a volte per lui ho pianto, incredulo (un 5 giugno)
a volte ho pianto speranzoso. (zoncolan)
e le ultime lacrime che ho speso per lui furono un sabato sera tornando a casa.


e il ciclismo non è fatto dei vari moggicannavarogallianiberlusconimoratti.

guardo il ciclismo e sto bene.
e il ciclismo é : sudore, strategia, passione, volontà, allenamento.
e il cilcismo non è : bar sport, moviola, tosattilonghipelegatti.

e ho incominciato ad amare questo sport, grazie a Simona, avevo appena 8 anni, gotti scattava, tonkov lo inseguiva. e da allora è stato amore.

eppure il ciclismo qualcosa in comune c'è l'ha con il calcio.
o meglio il tifoso di ciclismo ha in qualcosa con il tifoso del calcio.
la passione per un corridore/squadra.

purtroppo la passione per un corridore non può essere eterna.
la mia prima è durata poco.

la seconda è per Ivan Basso.
sarà il suo anno.
e dopo otto anni sarà di nuovo accoppiata.

Vai Ivan.

 

Iendavnos.net